
TI RICONOSCI?
La vita accade adesso.
Ma noi, dove siamo?
La mente rimugina anche quando non c'è niente di urgente
Cammino veloce per arrivare da qualche parte, senza accorgermi del tragitto
Mi accorgo di un'emozione solo quando è già diventata grande
Corro da un impegno all'altro senza essere davvero presente a nessuno
Mi ritrovo spesso nel passato, o in ansia per il futuro
Faccio le cose in automatico — mangio, guido, ascolto — pensando ad altro
Se hai annuito almeno una volta, benvenuta: è la condizione di quasi tutti. Ha un nome — pilota automatico — e non è un difetto. È un'abitudine della mente. E come ogni abitudine, si può allenare a cambiare.
PERCHÈ NASCE QUESTO SPAZIO
Da anni pratico e faccio praticare.
E ho imparato una cosa.
Per molti anni ho lavorato nella comunicazione. Una vita piena, veloce, sempre un passo avanti rispetto al momento presente. Poi, intorno ai cinquant'anni, qualcosa ha chiesto di cambiare direzione: mi sono formata come counselor e insegnante di meditazione e mindfulness, e da allora accompagno persone — soprattutto donne nella seconda metà della vita — ad attraversare i loro cambiamenti.
Da anni conduco un gruppo di pratica settimanale. Ogni lunedì sera ci siamo trovati intorno a una lettura — Piero Ferrucci, Tara Brach, Thich Nhat Hahn e altri — a una meditazione, a una condivisione. In quel cerchio ho visto la pratica fare quello che nessuna spiegazione può fare: vivere la meditazione non solo come una pratica, ma come un aiuto concreto nella quotidianità, per ritrovare calma, consapevolezza e maggiore equilibrio.
E ho imparato una cosa che nessun libro dice così chiaramente:
Imparare a meditare non è difficile.
Difficile è continuare.
Da sole/i si smette: serve un luogo, un ritmo,
una comunità di pratica che ci contenga.
Tutte le persone che ho accompagnato mi hanno detto, prima o poi, la stessa frase: «Vorrei praticare di più, ma non trovo mai il momento». Non per mancanza di volontà — è che da sole la mente trova sempre qualcosa di più importante da fare, proprio in quel momento. Come per la palestra: se c'è un corso che ci aspetta, ci si va; se si decide da sole, si rimanda. E poi c'è chi ha la mente fresca all'alba e chi si scioglie solo a sera; chi ha la casa piena fino alle nove e chi alle nove sta già dormendo.
Pratichiamo Insieme nasce da qui: invece di un unico appuntamento a cui adattarsi, tre momenti diversi della giornata tra cui scegliere. La struttura si adatta alla tua vita, non il contrario. E la pratica, sostenuta dal gruppo, smette di essere un buon proposito e diventa un'abitudine gentile.
FACCIAMO CHIAREZZA
Cosa significa meditare
(e cosa non significa)
C'è un'immagine della tradizione che amo molto: chi medita siede come il Buddha, con i piedi ben radicati a terra e la mente aperta come il cielo. Terra e cielo insieme — la nostra realtà concreta e quotidiana, e uno spazio interiore senza confini. Meditare è tenere insieme queste due ali.
In termini più semplici: la meditazione è un allenamento dell'attenzione. Impariamo a riconoscere quello che accade nel corpo e nella mente — pensieri, emozioni, sensazioni — senza esserne subito trascinate. Non per allontanarci dalla vita, ma per incontrarla più da vicino: nel modo in cui ascoltiamo qualcuno, nell'istante in cui riconosciamo la rabbia prima di parlare, nella possibilità di non credere a ogni pensiero che attraversa la mente.
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Svuotare la mente o smettere di pensare
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Una prestazione da cui uscire "brave"
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Un modo per fuggire dalla vita
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Qualcosa che richiede ore, incensi o posizioni impossibili
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Osservare ciò che accade, momento per momento
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Un'attitudine di curiosità e gentilezza verso di sé
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Un allenamento: la costanza conta più della perfezione
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Una capacità che tutte abbiamo già — da risvegliare
NON SOLO TRADIZIONE
Cosa dice la ricerca
Negli ultimi trent'anni le neuroscienze hanno studiato a fondo cosa accade quando meditiamo. La risposta, in sintesi: il cervello cambia davvero — non in senso metaforico, ma misurabile. È la neuroplasticità: il cervello si modifica in base all'esperienza, come un muscolo che si allena.
8 settimane
Bastano due mesi di pratica regolare per osservare i primi cambiamenti misurabili nel cervello, secondo gli studi della Harvard Medical School
10-20 minuti
La durata quotidiana sufficiente per benefici documentati su attenzione, stress ed equilibrio emotivo. Meglio poco e spesso che molto e di rado
3 piani differenti
I benefici toccano corpo (pressione, stress), emozioni (più stabilità, meno ruminazione) e mente (attenzione, memoria, flessibilità)
Le aree del cervello legate a memoria, apprendimento e regolazione delle emozioni si rafforzano; il "centralino dell'allarme" — quello che ci fa reagire a tutto come a una minaccia — diventa meno reattivo. In altre parole: meno allarme, più calma.
C'è però una cosa che gli studi dicono con chiarezza e di cui si parla poco: i benefici durano quanto dura la pratica. Molte persone completano un percorso di otto settimane, stanno meglio, e poi provano a continuare da sole — ma senza un appuntamento e senza un gruppo, con il tempo la pratica si dirada e i benefici, piano piano, si perdono per strada. Come per l'attività fisica, ciò che il cervello ha imparato va mantenuto vivo. È per questo che serve una comunità di pratica costante nel tempo: non solo per conservare ciò che si è acquisito, ma per approfondirlo — perché è proprio con gli anni, non con le settimane, che la pratica rivela i suoi frutti più maturi.
Una parola di onestà. La meditazione non è una bacchetta magica e non sostituisce percorsi di cura medica o psicologica. È un allenamento prezioso che affianca la vita — e nei nostri incontri viene proposta sempre con gradualità e rispetto per la storia di ognuna.
SEMPLICE, PER SCELTA
Come funziona un incontro
Ogni incontro dura circa 50 minuti, con un ritmo sempre uguale — così la mente sa dove sta andando e può lasciarsi andare.
15'
Un piccolo tema
Un'immagine, una parola, uno spunto da portare nella pratica: la pazienza del contadino, le stagioni interiori, il coraggio di fermarsi. Niente teoria: qualcosa che si può sentire.
20'
Meditazione guidata
Il cuore dell'incontro. Una pratica accompagnata dalla voce, che sostiene senza riempire. Il tempo giusto — quello che la ricerca indica come sufficiente, e che l'esperienza conferma come possibile.
15'
Domande e condivisioni
Uno spazio aperto per chiedere («è normale che...?»), raccontare cosa è emerso, o semplicemente restare in ascolto delle esperienze delle altre. Nessuno è mai obbligato a parlare.
Lo spazio finale di domande è libero: chi ha impegni può salutarci dopo la meditazione
Non serve esperienza — e ogni pratica offre sempre più strade. Chi preferisce può tenere gli occhi aperti, appoggiarsi ai suoni o alle sensazioni del corpo invece che al respiro, muoversi se ne ha bisogno. Ogni indicazione è un invito, mai un obbligo: ognuna trova il proprio modo di esserci.
TRE MOMENTI, UNA PRATICA
Quando
DAL 17 SETTEMBRE 2026 h 21:00
Tre momenti diversi della giornata, perché le vite non sono tutte uguali. Puoi venire a uno, due o tutti e tre: l'abbonamento li comprende tutti.
7:30
MARTEDÌ
Per iniziare la giornata con uno spazio tuo, prima che il mondo si svegli
18:30
MARTEDÌ
Per fare il passaggio tra il giorno e la sera, e lasciare al lavoro ciò che è del lavo
21:00
GIOVEDÌ
Cammino veloce per arrivare da qualche parte, senza accorgermi del tragitto
Tutti gli incontri sono online su Zoom — da casa, con una tazza di tè accanto se ti va.
È il posto giusto per te?
Vorresti meditare con costanza, ma da sola non riesci a mantenere l'abitudine
Stai attraversando un cambiamento e cerchi uno spazio regolare per ritrovarti
Non hai mai meditato e vuoi iniziare in modo semplice e accompagnato
Hai già esperienza e cerchi un gruppo con cui tenere viva la pratica
Le tue giornate sono piene e hai bisogno di orari che si adattino a te
Cerchi un percorso di psicoterapia o la cura di un disturbo: questo è un allenamento alla presenza, non un trattamento sanitario
Cerchi una tecnica miracolosa con risultati immediati: qui si coltiva, con pazienza
Preferisci un corso registrato da seguire in autonomia: qui si pratica insieme, dal vivo
Prima di iniziare ti chiedo un breve colloquio conoscitivo.
